Come nasce un gioiello in argento: dalla microfusione alla finitura a mano

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La microfusione è la tecnica con cui un modello in cera diventa un gioiello in metallo. Il modello viene chiuso in un cilindro di gesso refrattario, la cera si scioglie in forno e lascia un’impronta vuota, e l’argento fuso la riempie. È la fusione a cera persa, usata dagli orafi da più di 5.000 anni, in scala di gioiello.

Dalla colata esce un pezzo grezzo, che diventa gioiello con la rifinitura a mano.

Come si prepara il modello di un gioiello in argento?

Tutto comincia da un prototipo, scolpito nella cera oppure realizzato in metallo come modello di riferimento. È la fase in cui il disegno prende volume: le venature di una foglia, la curva di un frutto, lo spessore di un anellino.

Dal prototipo si ricava uno stampo in gomma. Nello stampo si inietta cera fusa, e ogni iniezione restituisce una copia in cera del gioiello, pronta per la fusione.

Come avviene la microfusione dell’argento 925?

  1. Le copie in cera vengono saldate su un’asta centrale, formando quello che in laboratorio si chiama albero.
  2. L’albero entra in un cilindro d’acciaio, che viene riempito di gesso refrattario liquido.
  3. Il cilindro va in forno: la cera si scioglie ed esce, lasciando nel gesso la forma vuota di ogni pezzo. Da qui il nome cera persa.
  4. L’argento 925 fuso, portato intorno ai 1.000 gradi, viene colato nel cilindro sottovuoto o per centrifuga, così il metallo raggiunge anche i dettagli più sottili.
  5. Dopo il raffreddamento il gesso si sbriciola in acqua e libera l’albero d’argento.
  6. Ogni pezzo viene tagliato dall’albero, pronto per la rifinitura.

Cosa succede al gioiello in argento dopo la fusione?

Il pezzo appena tagliato dall’albero è opaco, con i segni della colata e il punto in cui era attaccato all’asta.

La rifinitura porta via tutto questo a mano: lima, carta abrasiva a grane sempre più fini, spazzole e paste per la lucidatura. È la fase che decide gli spigoli, la luce del metallo, la pulizia degli incavi.

Alla fine il gioiello riceve i marchi di legge: il titolo 925 e il marchio di identificazione del produttore.

Quali lavorazioni completano un gioiello in argento microfuso?

Su molti gioielli la microfusione dà la forma di base, e sopra arrivano le lavorazioni che danno carattere al pezzo.

  • La smaltatura, che porta il colore sull’argento.
  • L’incisione a bulino, eseguita a mano con una punta d’acciaio.
  • Il guilloché, un’incisione a motivi geometrici ripetuti.
  • Lo sbalzo e cesello, che lavora il metallo in rilievo dal retro e dal fronte.
  • Il micromosaico, composto da tessere minuscole accostate una a una.
  • La doratura in oro 24 carati, che cambia il colore del gioiello.

Per i gioielli di Mariae Nivis queste tecniche orafe storiche si affiancano alla microfusione, e ognuna ha una pagina dedicata che ne racconta l’esecuzione.

Perché ogni gioiello microfuso e rifinito a mano è unico?

La colata riproduce la forma del modello. La rifinitura a mano lascia su ogni pezzo piccole differenze di lucidatura, di profondità dei dettagli, di luce sulle superfici, e queste differenze rendono unico ogni gioiello anche all’interno dello stesso modello.

Domande frequenti sulla microfusione dei gioielli

Cos’è la microfusione nei gioielli?

La microfusione è una tecnica di fusione orafa che trasforma un modello in cera in un gioiello in metallo. Il modello viene chiuso nel gesso refrattario, la cera si scioglie in forno e il metallo fuso riempie l’impronta. Si chiama anche fusione a cera persa.

Cosa vuol dire fusione a cera persa?

Cera persa indica il passaggio in cui il modello in cera, chiuso nel gesso refrattario, si scioglie in forno ed esce dal cilindro. Nel gesso resta la forma vuota del gioiello, che l’argento fuso riempie durante la colata. La cera si perde a ogni fusione.

Un gioiello in microfusione è fatto a mano?

Un gioiello microfuso nasce da un prototipo scolpito e passa per rifinitura, lucidatura ed eventuali decorazioni eseguite a mano. La colata dà la forma del pezzo, e il lavoro manuale ne definisce superfici, dettagli e finiture.

A che temperatura si fonde l’argento 925 per la microfusione?

Il punto di fusione dell’argento 925 è intorno agli 890 gradi. In microfusione il metallo viene portato a circa 1.000 gradi, così resta fluido abbastanza a lungo da riempire i canali più sottili dello stampo e riprodurre ogni dettaglio del modello.

Quanto è resistente un gioiello in microfusione?

Un gioiello in argento 925 ottenuto per microfusione ha la resistenza della lega 925, la stessa dell’argento lavorato in lastra o in filo. La solidità dipende dallo spessore del pezzo e dalla qualità della colata, verificata durante la rifinitura.

Perché due gioielli dello stesso modello sono leggermente diversi?

Due gioielli dello stesso modello escono dalla colata con la stessa forma. La rifinitura a mano lascia poi su ciascuno piccole differenze di lucidatura e di profondità dei dettagli, che rendono unico ogni pezzo.

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