Savoir faire
Mariae Nivis 1567 lavora con cinque tecniche storiche dell’oreficeria. Nuovi talenti vengono formati a queste tecniche nell’academy interna dell’azienda.
Smalto a fuoco
Lo smalto a fuoco unisce il vetro all’oreficeria: paste vitree vengono applicate sul metallo e fissate con la cottura. Mariae Nivis 1567 lo usa per i pendenti personalizzati.
Gli esempi più antichi vengono da Cipro, nel XIV secolo a.C. La tradizione bizantina lo portò nell’oreficeria sacra: da lì provengono gran parte degli smalti della Pala d’Oro di Venezia.
La maggior parte dei gioielli del catalogo è invece dipinta a mano e smaltata a bassa temperatura.
Micromosaico
Il micromosaico è nato a Roma nella seconda metà del Settecento e compone immagini con tessere di vetro di pochi millimetri. Le tessere vengono inserite una a una, a mano, dentro una cornice di metallo prezioso.
Il vetro arriva da Murano, da un’antica vetreria, sotto forma di bacchette. Le tessere poggiano su una base di stucco romano, che richiede mesi per asciugare.
Guilloché
Il guilloché è nato in Francia nel XVIII secolo e incide sul metallo trame decorative regolari. I motivi vanno da semplici linee intrecciate a disegni geometrici complessi, spesso ispirati alla natura e ai fiori.
Sbalzo e cesello
Lo sbalzo e cesello modella lastre di metallo a scopo decorativo, con il cesello e un martello. La tecnica era già in uso presso Egizi, Greci e Romani, e nel Rinascimento italiano la praticarono Botticelli, Donatello e Benvenuto Cellini.
A differenza dell’incisione, il cesellatore sposta il metallo senza asportarlo. Durante la lavorazione il metallo va ricotto più volte.
Incisione a bulino
Il bulino è sia la tecnica sia lo strumento con cui si incide il metallo, asportando materiale con un segno netto e preciso. La tecnica è nata nel XV secolo, e Albrecht Dürer ne fu uno dei maestri.
Mariae Nivis 1567 usa il bulino piano rigato, che dà al metallo un effetto setato.